A Molfetta, la Settimana Santa è molto più di un rito religioso: è un’esperienza collettiva, un momento sospeso che coinvolge l’intera città e tocca il cuore di chiunque vi assista, credente o no. Le processioni pasquali, tra le più suggestive e antiche della Puglia, trasformano le strade in un teatro sacro dove ogni gesto, suono e sguardo ha un significato profondo.
Le celebrazioni iniziano il Venerdì di Passione, con la suggestiva processione della “Madonna Addolorata”, e culminano il Venerdì Santo, quando le statue dei Misteri, custodite tutto l’anno nella Chiesa del Purgatorio, vengono portate a spalla dai confratelli, vestiti con saio e cappuccio. Le statue, scolpite con cura nei secoli passati, raffigurano le tappe della Passione di Cristo, e vengono accompagnate solo dal battito lento e penetrante dei tamburi.
Il momento più toccante? Quando la città si ferma. Le luci si abbassano, il vociare si spegne, le strade diventano silenziose e raccolte. È un tempo in cui tutto sembra rallentare, quasi a rispettare la solennità dell’evento. Gli occhi dei molfettesi si riempiono di emozione, perché ogni famiglia ha un legame con queste processioni: un nonno che era confratello, un padre che portava le statue, una nonna che cuciva i paramenti.
Molti visitatori rimangono stupiti dall’intensità di questo momento. Non è spettacolo, ma fede vissuta, identità collettiva, tradizione profonda. Fotografare è possibile, ma vivere queste giornate con rispetto e partecipazione è il modo migliore per comprenderle davvero.
Durante la Settimana Santa, soggiornare a Casa Tortora significa immergersi nel cuore di questi eventi: basta affacciarsi per sentire i tamburi, osservare le vie popolate di gente in attesa e lasciarsi avvolgere da un’atmosfera unica, che lascia il segno.
